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Dall’inizio della pandemia di coronavirus nel 2020, il COVID-19 è entrato stabilmente nelle ondate infettive annuali. L’infezione, spesso con sintomi più intensi di un raffreddore ma meno dell’influenza, può ancora oggi rappresentare un rischio per chi ha patologie pregresse. Un test specifico consente di diagnosticare l’infezione acuta.
Il COVID-19, in quanto variante del virus SARS-CoV-2, appartiene alla famiglia dei coronavirus. Nel linguaggio comune, pertanto, i termini «coronavirus» e «COVID-19» vengono utilizzati come sinonimi. Il virus ha acquisito notorietà nel 2020, quando, come pandemia, ha paralizzato per mesi la vita in vaste aree del mondo, modificandola in modo duraturo. In alcuni casi, l’infezione ha avuto un decorso grave, colpendo soprattutto persone anziane e individui con patologie pregresse.
Per contenere la diffusione, sono stati sviluppati test per il coronavirus utilizzabili con facilità anche a domicilio. Tali autotest, come molti altri test analoghi, possono essere eseguiti e interpretati senza necessità di competenze mediche specialistiche.
Per eseguire un autotest è opportuno prevedere complessivamente circa 15-20 minuti, mentre il prelievo e l’elaborazione del campione richiedono soltanto uno o due minuti. È fondamentale attenersi scrupolosamente alle istruzioni fornite. Quanto più accurati risultano il prelievo del campione e la sua elaborazione, tanto più affidabile sarà il risultato. L'esito del test è valido esclusivamente entro l'intervallo temporale indicato; una lettura successiva non fornisce risultati corretti.
I test moderni per il coronavirus raggiungono in media un'affidabilità superiore al 95 per cento. Ciò significa, ad esempio, che un risultato negativo esclude un'infezione con una probabilità superiore al 98 per cento e che oltre il 90 per cento delle infezioni viene effettivamente rilevato.
Gli autotest per il COVID-19 sono disponibili dal 2020 e consentono di verificare in modo semplice, anche a casa, la presenza di un’infezione. Al momento dell’acquisto è importante assicurarsi che il prodotto rechi la marcatura CE o un marchio equivalente e che siano fornite indicazioni sull’affidabilità. Attualmente, i test di buona qualità di marche note costano circa 10–15 franchi per cinque unità, ossia 2–3 franchi per test.
I test più comuni, eseguiti mediante tampone nasale o faringeo, sono test antigenici. Essi rilevano la presenza, nel campione, di antigeni riconducibili a uno specifico agente patogeno, in questo caso il COVID-19. Tali antigeni si legano a specifiche sostanze recettrici, che a loro volta si combinano con un colorante, generando una linea visibile. Affinché ciò avvenga, è necessaria una quantità sufficiente di antigeni nel campione.
È consigliabile effettuare un test per il coronavirus prima di entrare in stretto contatto con altre persone o di trattenersi in ambienti chiusi con soggetti appartenenti a gruppi a rischio. Tra questi rientrano, ad esempio, le persone immunodepresse, ossia individui il cui sistema immunitario non funziona correttamente. Il test è inoltre raccomandato in caso di raffreddore insolitamente intenso o prolungato, se il termometro registra per alcuni giorni una temperatura elevata oppure se pulsossimetro e misuratore da polso rilevano una ridotta saturazione di ossigeno.
Nella maggior parte dei casi, risultati errati sono dovuti a un prelievo insufficiente del campione o a un’esecuzione non corretta del test. Farmaci somministrati tramite spray nasale possono influenzare il tampone nasale e modificarne l’esito. Il tampone faringeo risulta ancora più sensibile. Anche determinati alimenti, come il caffè, possono incidere sul risultato.
La durata di un risultato positivo varia da persona a persona. A seconda della gravità del decorso, il test torna spesso negativo dopo pochi giorni o, al massimo, una settimana. Il periodo dipende inoltre dal momento in cui il test viene effettuato nel corso dell’infezione: esso può risultare positivo già alcuni giorni prima della comparsa dei primi sintomi.
Finché il test per il coronavirus risulta positivo, si deve presumere di poter essere contagiosi per gli altri. Solo un risultato negativo, che attesti l’assenza di particelle virali sulle mucose del naso o della gola, consente di ritenere di non essere più contagiosi.
Quando questi test sono stati immessi sul mercato, non erano disponibili dati a lungo termine sulla loro conservazione; per questo motivo la durata è stata inizialmente fissata a 12 mesi. Nel frattempo, alcuni produttori hanno esteso tale periodo fino a 30 mesi.